Virtus Verbania (già Virtus Cusio), che aveva trasferito la sede legale da San Maurizio d’Opaglio (NO) a Madonna del Sasso (VB), cambia denominazione in Associazione Sportiva Dilettantistica Calcio Verbania. E’ una assoluta novità: non era mai successo in una gara di calcio e diventerà realtà per consentire a 11 tifosi di realizzare altrettanti sogni. Nel 2012, è stato riferito che i pantaloncini Dolfin arancioni sono specificati come parte dell’uniforme per le cameriere di Hooters. Quindi, questo è l’impegno nel concreto che chiediamo al Governo: adottare iniziative per la semplificazione e l’armonizzazione della segnaletica relativa alle apparecchiature destinate a controllare l’osservanza dei limiti di velocità, assicurando che, in prossimità delle stesse, sia visibile in modo chiaro e inequivocabile il limite di velocità prescritto. Pur entrando a far parte del gruppo GM, Opel mantenne una sua indipendenza sia progettuale che decisionale, ma non solo: ottenne inoltre l’impegno della General Motors a non esportare in Germania nessun modello normalmente commercializzato con gli altri suoi marchi (Buick, Cadillac, Chevrolet, ecc). Il 17 marzo 1929 Wilhelm von Opel e suo fratello Friedrich vendettero una quota iniziale dell’80% delle azioni Opel alla holding statunitense General Motors, che nel 1931 completò l’acquisizione.

three people holding their phones and taking picture of a mona lisa painting La Casa di Rüsselsheim si era in realtà già cimentato in tal senso: nel 1911 aveva costruito alcuni aeroplani sperimentali spinti da motori a 4 cilindri di grossa cilindrata, ma costruiti in modo da risultare più leggeri dei normali motori per trasporto terrestre. Quest’ultimo modello fu destinato a rimanere in listino ancora per pochi mesi, fino alla fine del 1919. Per quanto riguarda i mezzi commerciali, vennero mantenuti in gamma svariati modelli prodotti durante la guerra, o addirittura prima di tale evento. Ma i fratelli Opel non si diedero per vinti: già da tempo stavano osservando con crescente interesse le tecniche di produzione negli USA, che già dal 1909, con l’avvento della Ford T, avevano visto l’inaugurazione della catena di montaggio, un sistema che permise di abbattere considerevolmente i costi di produzione, con positive ripercussioni sui prezzi di listino. Le rimostranze e le lotte di classe fra lavoratori e dirigenza, che si instaurarono di lì a non molto, poco poterono, dal momento che alla fine del 1929 si ebbe l’avvento di un altro grave evento, vale a dire la pesante crisi finanziaria originatasi negli USA e che rapidamente si sarebbe propagata anche nel resto del mondo. Alla fine della Prima Guerra Mondiale la Opel dovette provvisoriamente abbandonare anche il progetto della penetrazione nel mercato russo.

Basti pensare che alla fine del 1915 furono ben 1.117 gli autocarri prodotti dalla Opel, a fronte di 791 autovetture. Tale modello poteva essere scelto anche con portata massima di ben 4 tonnellate e andava in questo caso ad affiancarsi ad altri autocarri Opel di pari portata ed introdotti sempre nel 1912. Questi ultimi montavano un motore da 6,2 litri ed erogavano fino a 50 CV. Quello per i Mondiali 2019 è il primo kit disegnato da Nike per la squadra nord americana, tra quelle con maggior tradizione nel panorama calcistico femminile. Non solo, ma l’anno seguente furono introdotti i nuovi modelli da 2 e 3 tonnellate, rispettivamente equipaggiati con motori da 3,5 e 4,1 litri e con potenze massime di 37,5 e 35 CV (quello di maggior cilindrata aveva una potenza inferiore, presumibilmente per sfruttarne la coppia motrice a bassi regimi). Questi ultimi erano equipaggiati con un motore da 2.6 litri in grado di erogare fino a 30 CV di potenza massima, quindi sensibilmente più evoluto rispetto ai precedenti motori da 3.4 litri, ma con soli 22 CV di potenza. Nel frattempo, la gamma subisce ulteriori evoluzioni, specialmente nelle zone alte: nascono altri nuovi modelli a 6 cilindri, ma con cilindrate più basse rispetto ai precedenti motori di pari frazionamento: questi ultimi termineranno la loro carriera per essere sostituiti nel 1928 dalla prima Opel con motore ad 8 cilindri, la 24/110 PS Regent, il cui propulsore da 6 litri erogava una potenza di 110 CV.

La gamma iniziale delle autovetture Opel del primo dopoguerra fu composta essenzialmente da modelli di lusso realizzati sulla base della superammiraglia 18/50 PS a 6 cilindri, quest’ultima tolta di listino proprio in pieno 1919. Ma vennero riproposti anche alcuni modelli di fascia bassa, come ad esempio la 6/16 PS, quest’ultima realizzata sulla base della vecchia «Puppchen» pre-bellica. Tale modello sarà il capostipite di tutta una serie di vetture Opel di gran lusso che popoleranno il listino della Casa tedesca nel corso del decennio seguente. La Argus era un’azienda specializzata in motori aeronautici, fondata nel 1901 e che alla vigilia della Prima Guerra Mondiale era già il primo costruttore tedesco in tale settore. Nella primavera del 1924, intanto, la Opel riaprì i battenti ed inaugurò il nuovo modello economico, la 4/12 PS, denominata anche «Laubfrosch» («ranocchio» in tedesco). A completare l’offerta nelle zone intermedie di tale gamma giunsero la 8/25 PS, evoluzione del precedente modello 9/25 PS prodotto in quantità limitate durante la guerra e dotato di un motore da 2,2 litri, e la 12/34 PS, con motore da 3,1 litri. Periodi e correlazioni storiche Fondazione ed evoluzione storica · La situazione per la Opel degenerò a tal punto che nel settembre 1923 l’intera Casa automobilistica dovette addirittura chiudere.

Por Carmen